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Riportiamo
alcuni brani tratti dal
"Trattato
maraviglioso"
"Il Tesoro Delle Gioie"
"Intorno alle vertuti e propietà più rare
di tutte le Gioie,Perle,Gemme
e tutte le altre Pietre
da diligentissimi scritti antichi e moderni, sagri e monda
...
Arabi, Greci, Latini ed Italiani
Pubblicato in Venetia, appresso Gio-Battista Ciotti
M.DCII
Per il Sig Podestà Luigi BRAGADINO
Su commissione di Archangelo Riccio .A.V.
"
dei Rubini Carboncchi
"
"
Carboncchi,
Plinio così li dice, Pyropi i greci, dalla somiglianza c'hanno
col foco
alcuni gli adimandano Apiroti.
I Generi di questi sono Indiani e Garamantini
. Quali furon
ancor chiamati Carta-donii per rispetto delle ricchezze di Carta-gine.
Vi
son ancora gli Etiopi e gli Alabandici, i quali nascon nella
pietra Orthosia
Oltre ciò in ogni specie, quelli c'hanno
più colore, si chiamano Maschi; e quelli di più languido
colore, Femine.
I Maschi avampan dentro come stelle, e le Femine spargon fuori
tutto il loro splendore
Alcuni ne sono di languida fiamma;
altri di più nera. Altri di più liquido splendore.
Tutti nondimeno risplendon maggiormente al Sole.
falso Rubino è l'antico Careledonii, il moderno Granate, c'hanno
più bruna vista.
Camillo Leonardo de fonte lapidii dice ch'il Carboncchio, o
Rubino che vibra nel color di Paunazzo simile al viola-nero
d'ogni parte ardente
a volte Granatino
.
Virtù Sua è
- Sgomberar
l'aria pestilente e velenata.
- Affrenar la Lussuria.
- Render sanità al corpo.
- Levar le cattive imaginationi.
- Accordar le liti fra gli amici,
- Et accrescer le prosperità.
Il più nobile
è i Carboncchio che non risplende nelle tenebre, che nell'aria
scoperta si dimostra fiammeggiante, ne' Raggi del Sole scintillante.
Il Rubino
è chiamato da gl'Arabi, e da Persiani Yacut; e dall'Indiani
Maricca.
Io Concludo
dalla esperienza che ne tengo; che il Rubino principale e più
nobil, chiamato Pyiropo Rosso, che vuol dete Fiamma rossa del
Fuoco, o vero Antrace, che significa Carbone acceso, sia quello,
ch'è soavemente Rosso e Tresparente, e non molto tnto in cupezza;
e nel fondo tiene Egli certi Raggi, come splendori scintillanti
che affiorano schiarendo dal suo profondo.
Alrto è il Rubino Safirino che ho veduto io alle volte in Costantinopoli
esser tenuto, e stimato per vero Rubino inmaturi; ma nel Color
Celeste chiaro del Safiro sottentra un rossor suo natural di
Rubino; e fa, come un cangiante; se ben poco appare; il quale
io tengo, che sia quella specie più nobil del Giacinto , che
s. Gregorio Papa preferisse nella bellezza al Rubino. E ciò
perché il Rubino et il Safiro nascon in una medesima Minera;
perciò alle volte d'una parte mostra esser Safiro e dall'altra
Rubino.
. .
"...dello
Smeraldo e sue specie e virtuti..."
Dice Plinio
che gli Smeraldi sono in grandissima riputatione; non vi è colore
alcuno che diletti più di quello verde, perciochè guardando
noi volentieri le frondi, e l'herbe verdi, tanto più volentieri
guarderemo gli Smeraldi, Verdeggianti più d'ogni altra cosa.
Sono essi Gioie belle e vaghe ch'empiono gl'occhi, e non gli
satiano già mai.
Fanno veder per più longo spatio
si dice , che Nerone, il fiero vedeva e mirava le battaglie
de combattenti solo co uno Smeraldo
.
Quelli di Sithia e d'Egitto son migliori
quelli di Cipro si
cavano ne i Colli e fra le pietre
. Altre forti se ritrovan
nelle cave del Rame
.
Lo perchè gli Egittiani e quel di Cipro tengono il primo luogo
è che per lo quale in ogni cosa si vede, e traspariscono et
risplendono; cioè cacciano il colore e ricevono la vista. Non
variansi ne allo lume, ne all'ombra.
Dopo questi son lodati gl'Etiopci per il color verde gagliardo,
ma difficilmente si troviano netti o di color uguale.
Appresso sono gli Armenei et i Persiani; ma poco trasparano.
Gli Ateniesi e i Calcedoni si ritrovan nelle cave d'Argento;
e verdeggiano ma son Venosi e pieni di Scaglie.
Ludovico
Barteme Bolognese dice ch'i migliori, e più fini Smeraldi del
mondo ritrovansi nell'isola di Giava e li Indiani
.
Persiani
et Indiani li chiaman nell'istesso modo, Pachec; et Zamayrut
gli Arabi
.
Il cardano
dice che, il Diamante è più Eccellente per la durezza, per la
gratiosità il Safiro, per l'allegrezza il Rubino; per la varietà
di colori l'Opale; per la diversitade l'Agata;
per la nitidezza
e lo splendore, per la bellezza e per sanità è di tutte le Gemme
più eccellente et utile lo Smeraldo
che portato al collo, o tenuto sotto la lingua fa conoscere
le cose vegnenti, o future. Accresce il giudicio, e la prudentia
è utile contro li Veleni, se si tiene nella mensa
triturato
non meno di nove grani in aqua di mandorla o di violetta salva
la vita al moriente per veleno
giova al Mal Caduco e conforta la debolezza della vista Humana
e rende l'huomo fecondo e conforta la mamoria
vale contra le Illusioni de i Demonij e contra le Tempeste e
le Procelle
chi lo porta nel dito sarà preservato dalla Oppilenza
anche se poco, la sua Polve bevuta giova ai Leprosi
giova a gli Elefantici
raffrena i Moti et i Titillamenti lussoriosi suggeriti dal Demonio
.
E' la più
verde di tutte l'altre Gioie, ma
nel Coito Carnale si rompe - il che s'è vero, può esser
per questa Ragione; perché essendo più fragil di tutte le Gemme
pretiose, e sentendo il calore, è forza che si spezzi o nello
color patisce come dal fuoco
.
tant'è ch' ntorbidarsi nell'atto Venereo se sbatte a
toccar le carni -
. .
"
Dei Safiri e sue sorti, e virtuti
"
Dice così
Plinio,
"Sono i Safiri ancor essi Azzurri perfetti e risplendenti e
rare volte con Porpora
ottimi son quelli, che nascon in Media;
e tutti malagevoli ad intagliarsi.
Quei che son di color Turchino sono stimati Maschi. Il Ceraunio
o Cyeneo dal fior azzurro così detto, ma più oscuro, vien dopo".
Galeno e
Diascoride dicono ambedue "che si crede ,ch'il Safiro preso
per bocca giovi alla Morsicatura delli Scorpioni e contra l'Ulcera
degli intestini
che
vieta le crescenze dell'ugne; e le Fistole de gli occhi - [Purga
l'occhio mirabilmente bagnandolo nell'acqua e poscia applicandolo
a quello e più volte replicando]" .
" Beda dice,
ch'il Safiro è Pietra simile al Ciel Sereno, di purissimo azzurro,
detta Gemma delle Geme, e Pietra Santa, per lo Colore
.
- Vale
contra le Invidie e i Terrori, scaccia il male, che si dice
'Noli Me Tangere'.
- Ribassa i tumori e leva i dolor della Fronte.
- Rende l'huomo casto.
- Fa buon colore, fortificando il corpo, raffredda gli ardori
della Lussuria; perciò rende casto e pudico.
- Ferma il troppo sudore.
- Rende chi lo porta amabile e incline all'opera buona.
- Discopre le fraudi.
Il Cardano
dice quanto più è lucente e trasparente, è migliore. Messo
al Sole rende uno splendore ardente; ne mai rende l'Imagine delle
cose
ch'è di durezza, nessuna pietra più vicina al Diamante che
'l Safiro di color Celesie. Et nessuna più recrea la persona tutta,
eccetto che questa Gemma, e lo Smeraldo ancora.
- Vale per discaricar la Melanconia
Alle volte è d'un certo colore, di lunato, che rassembra al Diamante,
dal quale alcuni ne sono stati gabbati, et è più vile
. Et ancora
dal Safiro si contrafa il Diamante; cosi - pigliar un più chiaro
di color che si possa, e senza vitio; e si mette al fuoco entro
l'oro e cominciando a darglielo lentamente, poi crescendo, finche
l'oro non sia liquefatto ed entro tre o quattro hore; poi si lascia
stare nel fuoco, sinchè da se stesso si spenga, perché se li cavasse
a l'hora supito, creperebbe.
E
si trova tutto bianco e risplendente e simile allo Diamante.
I Safiri
miglior si portan da Zcilan et i più pretiosi di tutti son quelli
della Burmania.
Per non
cader nell'inganno, se riluce di punti d'oro, ma non traspare,
esso è Lapis Lazzuli il che è falsissimo se ancodi bello colore,
e riluce solo dell'Arena d'oro.
Molti in
Costantinopoli son i Safiri, non molto chiari, ne mandan fuori
splendore - chiamati Nilin e ne fan Grani per li Pendenti d'orechie
e anco gli Anilini - .
Altri
son di color più tinti e vi si scorgon dentro punti purpurei e
verdi, ma son tenuti in poca stima e detti so Niphilin.
Quasi
tutte le Donne di turchia ed Hebree, che son più commode et agiate,
e ancor molte della Grecia, portan del Safiro per Pendente e di
Quello tipo detto Giacinto Veneto o Giacinto Ciani.
"
dell'oro
"
il
foco è quello, che purga l'oro, e fra gl' altri metalli di questo
no consuma niente, e ne gl' incendii si ritrova tutto, questo
non piglia macchia ne teme succo di sale, o' d'aceto consumatori
di tutte le cose,
l'oro nasce ne' fiumi, come in Ispagna nel Tago, in Tracia
nell'Ebro, in India nel Gange, in Lidia nel Patollo, in Ungheria
nel Danubio, in Lamagna nel Reno, in Italia in Ada, in Po' e nel
Tesino
ma non trova però in tutte le loro arene, ma in
alcune luoggi particolari
.
Per tutti coloro che volessero saperne di più:
L’oro
e le pietre preziose: l’uomo alla ricerca del simbolo dell’eterno
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